INTRODUZIONE AI DERIVATI

Scritto il alle 16:59 da Bruno Nappini

In questo articolo parleremo di derivati e inizieremo con una breve introduzione su questi particolari strumenti di copertura e contemporaneamente di speculazione.
I derivati sono strumenti finanziari il cui valore non è autonomo ma deriva dal prezzo di una attività sottostante che può essere di natura reale (come per esempio le materie prime grano, oro, petrolio, ecc.) o di natura finanziaria (azioni, obbligazioni, tassi di cambio, indici, ecc.) il termine derivato sta appunto ad indicare questa dipendenza.

Il principale riferimento del Derivato è il prezzo o l’attività del suo sottostante.
Un’altra caratteristica fondamentale dei derivati, come le Opzioni ed i Futures, a differenza di altri prodotti finanziari come per esempio le Azioni, è quella di essere a termine. Ovvero sono strumenti finanziari dotati tutti di una scadenza,
I derivati traggono la loro origine dal commercio delle materie prime e in particolare dall’esigenza di dover proteggere le partite di merci che si intendeva acquistare o vendere da eventuali impreviste fluttuazioni nei prezzi dovute alle più svariate cause e la funzione svolta era tipicamente di copertura del rischio.
Da strumenti di copertura del rischio i derivati hanno perso nel tempo questa funzione e hanno successivamente assunto una funzione assolutamente speculativo. Infatti, l’effetto leva che questo genere di strumenti normalmente garantisce, fa sì che un investimento sui derivati può presentare margini di guadagno enormemente più elevati rispetto a un investimento di pari valore effettuato direttamente sul sottostante.

Per le nostre finalità di trattazione, dividiamo in due grandi categorie i derivati: i Futures e le Opzioni.
I Futures sono strumenti molto semplici da comprendere:
Sono contratti a termine, ovvero sono un accordo fra due parti dove viene stabilito una determinata quantità di un determinato sottostante ad un determinato prezzo e ad una data prefissata. In parole povere due controparti stabiliscono nell’immediato un prezzo ed una quantità rimandando nel tempo la consegna del prodotto.
Il compratore del contratto future, ovvero colui che si impegna a pagare un prezzo ad una scadenza certa per ricevere il sottostante, apre una posizione Long, mentre il venditore, ovvero colui che si impegna a consegnare il sottostante in cambio di un prezzo ad una scadenza certa, apre una posizione Short.

Ad esempio immaginiamo di voler comprare 100 litri di olio. Per prima cosa dovremmo informarci sul prezzo medio dell’olio ed in seconda istanza andremo al frantoio per acquistarlo dopo averne concordato il prezzo. Paghiamo e portiamo subito a casa i nostri 100 litri di olio.
Di contro possiamo proporre un accordo al produttore: ci impegniamo a ritirare e pagare il prodotto ad un prezzo concordato esattamente fra tre mesi e contemporaneamente il produttore si impegna a consegnarci esattamente fra tre mesi il suo olio a quel prezzo.
In pratica il Venditore assieme al Compratore stipulano un contratto nel quale le due parti si impegnano, una a consegnare e l’altra ritirare e pagare il prodotto alla data prefissata, ad esempio fra tre mesi, al prezzo concordato, per esempio 10 euro/litro.
A garanzia del Contratto a Termine le due controparti si affidano ad un soggetto terzo, che potrebbe essere un notaio, al quale versano una cauzione con un determinato valore percentuale rispetto alla cifra pattuita.

Tuttavia il Frantoio, se possiede realmente il Sottostante, ovvero l’Olio, non ha l’obbligo della Cauzione in quanto procede ad effettuare una Vendita Coperta dal magazzino. L’obbligo della cauzione si rende necessario solo nel caso di Vendite Scoperte, ovvero se, in questo caso, il Frantoio non avesse ancora prodotto l’Olio.
Parafrasando nel mercato dei derivati questo tipo di contratto a termine, diremo che il Venditore apre una posizione Corta (short) ed il Compratore apre una posizione Lunga (long).
Passano i tre mesi pattuiti per la consegna ed il pagamento del sottostante ed a questo punto possono presentare svariati scenari.
Se il prezzo dell’olio è aumentato di 2 euro/litro, passando da 10 a 12 Euro, il Compratore avrà fatto un ottimo affare mentre il Venditore, che ha esattamente una posizione Speculare, avrà realizzato il cosiddetto mancato guadagno.

E’ ben comprensibile che, in questo genere di contratti del tutto assimilabili al mercato dei derivati, se il prezzo del sottostante sale, è colui che ha Comprato ad avere un guadagno, mentre colui che ha Venduto realizza una perdita. Ovviamente è l’esatto contrario nel caso in cui il prezzo dell’attività sottostante scende. Se ad esempio il prezzo scende di 2 euro e passa da 10 a 8 euro in questo caso il Compratore avrà fatto un pessimo affare mentre il Venditore avrà realizzato un guadagno.

E’ importante focalizzare che questo genere di contratti sono a Somma Zero, ovvero i guadagni e le perdite sono Speculari: se il Compratore guadagna 2 euro vuol dire che il Venditore perde 2 euro. Del tipo che non potrà mai succedere che uno guadagna due l’altro perde uno. Il rapporto numerico sarà sempre uguale, cambierà solo il segno più o meno davanti al numero.

Per approfondimenti vi rimandiamo alla pagina dei nostri video: https://www.sunnymoney.it/videocorsi-gratis/videocorsi-gratis-menu/

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