Mibo e FtseMib – Analisi Volumi, Open Interest e Volatilità

Scritto il alle 9:15 da Bruno Nappini

Settimana di ribassi importanti con aperture marcate in gap e lap a conferma di come la volatilità dei mercati e le ricoperture degli operatori hanno di fatto condizionato l’andamento dei prezzi.
Controlliamo subito tramite la chart volumetrica se i prezzi hanno confermato con open open interest del future le grandi aree di scambio, dapprima tra 19950 e 19750 e successivamente, nelle ultime due sedute, tra 19550 e 19280.
Volumi e open interest sono andati di pari passo, ovvero le contrattazioni hanno creato open interest di future con pressione ribassista a copertura delle notevoli quantità di put che stavano diventando ITM.

Controlliamo adesso la movimentazione effettuata dagli operatori sull’importante mercato delle opzioni dal giorno 8 al giorno 12 ottobre.
Su tutte le scadenze si notano forti movimentazioni, sia di call ma soprattutto di put: su Ottobre e Novembre è evidente la fuga degli operatori dalle put a partire da strike 20000 per arrivare fino a strike 18000 e la costruzione, su ottobre, di un importante barriera di call a livello 20000. Su dicembre invece hanno approfittato di questo forte aumento di volatilità che ha oltremodo gonfiato i prezzi delle opzioni, per rinforzare le aree 18000, 19000 e 20500.

Ingrandendo la visuale per controllare i totali delle opzioni della prossima scadenza del mese di Ottobre, notiamo subito che le imponenti colonne di put poste a 20500, 20250, 20000 ed infine la 19500, sono state coperte interamente dagli oltre 110000 future rimasti a mercato in questi cinque giorni. E’ ovvio per gli addetti ai lavori che questo ribasso è stato accentuato proprio dalla necessità degli operatori professionali di coprire il delta di portafoglio ed è quindi catalogabile come un movimento impulsivo e non di momentum, visto che sulle altre scadenze si sono comunque riposizionati sul lato put confidando in un rientro dei prezzi all’interno del range a loro più congeniale.
I fatti comunque ci confermamo che ai prezzi attuali il mercato ha portato la funzione di ripartizione ad avere almeno l’80% di put itm a scadenza.
Normalmente da questi livelli di vero ipervenduto,, dopo un assestamento dei prezzi e la creazione di una nuova area volumetrica nella quale è obbligatorio assistere ad una diminuzione di open interest del future, poichè un loro nuovo aumento comporterebbe una ulteriore pressione ribassista, è probabile il ritorno all’interno del solito 30/40% della funzione di ripartizione che attualmente ha il proprio centro tra 20000 e 20500.

Per ultimo andiamo ad analizzare con dati statistici le volatilità prezzate e le relative deviazioni standard per la prossima settimana.
La volatilità storica e la volatilità implicita si sono incrociate con il netto sorpasso della seconda sulla prima. Attualmente però la implicita di breve sta rientrando mentre la volatilità storica sta aumentando.
Tramite la funzione Montecarlo applicata ai prossimi 7 giorni e riferita al prezzo di chiusura del future a 19120 con volatilità implicita prezzata al 24,6% riportiamo che i prezzi hanno il 68% di probabilità di rimanere all’interno del range 18343 e 19897 e che la rottura al ribasso è prezzata al 14% e quella al rialzo al 18%

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