Cosa influenza il prezzo delle opzioni

Scritto il alle 7:28 da Bruno Nappini

I prezzi delle opzioni rappresentano l’incontro tra le domande di acquisto e vendita immesse ogni giorno sul mercato dai vari operatori, professionisti e retails.
Una figura di particolare importanza che si muove sul mercato con il fondamentale compito di assicurare liquidità al mercato e garantire una controparte in acquisto e vendita è il Market Maker.
Essendo prodotti derivati, sappiamo che le opzioni hanno un valore che dipende dal rendimento del sottostante, non solo dal rendimento attuale ma sopratutto dal rendimento atteso.
Ricapitolando i fattori che determinano il prezzo di una opzione sono:
1) Il prezzo del sottostante
2) Il prezzo strike
3) La scadenza
4) La volatilità
5) Il tasso di interesse
6) In alcuni casi, come le opzioni Mibo sull’indice Italiano FtseMib40, i dividendi.
Il prezzo del sottostante ed il prezzo strike concorrono alla formazione del valore intrinseco di una opzione.
La scadenza crea il valore temporale di una opzione.
Lo stacco dei dividendi influenza soltanto le opzioni sui titoli azionari.
Il tasso di interesse influenza il valore delle opzioni di tipo europeo soltanto alla scadenza.
La Volatilità è invece il parametro di gran lunga più importante per chi opera nei mercati finanziari con strumenti in leva come le opzioni. La volatilità misura i movimenti di un determinato strumento finanziario in un dato lasso di tempo. Per misurarla vengono utilizzati strumenti statistici come ad esempio la deviazione standard che servono appunto a misurare le aspettative future del mercato.
Quando parliamo di volatilità dobbiamo fare riferimento a tre tipologie di volatilità: la Volatilità Storica, la Volatilità Implicita, la Volatilità Attesa.
La Volatilità Storica è un semplice calcolo dei movimenti passati di un determinato mercato finanziario in un determinato lasso di tempo: può essere calcolata annualmente, mensilmente, settimanalmente.
La Volatilità Implicita di una opzione è molto meno semplice da calcolare. Se ne può fare una stima approssimativa calcolando il prezzo del sottostante, il prezzo delle opzioni, il prezzo strike, i giorni a scadenza ed il tasso di interesse.
Esistono comunque varie procedure per il calcolo della Volatilà Implicita, la più conosciuta è la formula Black % Scholes.
Invece la Volatilità Attesa è la variabile più importante. E’ quel parametro che ciascun operatore tenterà di prevedere per il futuro relativamente ai movimenti attesi del sottostante. In una parola è la scommessa sulla possibilità di variazione del prezzo del sottostante per un determinato arco di tempo: maggiore sarà la volatilità attesa e maggiore sarà il prezzo di una opzione.
Il peso della volatilità ha impatti diversi sulle varie tipologie di opzioni: in termini relativi e percentuali, le opzioni che maggiormente subiscono le variazioni di volatilità sono le opzioni Otm.
La volatilità, a differenza del tempo a scadenza, del tasso di interesse, del prezzo strike e del prezzo del sottostante, è l’unico elemento non conosciuto che ha la più importante influenza sul prezzo di una opzione.
In pratica essa riflette le aspettative degli operatori. Ad esempio in un mercato dove la maggior parte degli operatori ha aspettative future ribassiste la volatilità implicita delle opzioni Put sarà maggiore di quella delle opzioni Call e di conseguenza i prezzi avranno valori diversi.
Affronteremo successivamente la vera plancia degli strumenti delle opzioni: le Greche

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