Analisi tecnica: i Breakouts

Scritto il alle 23:16 da Bruno Nappini

Con il termine generico di “breakout” si intende la rottura di un livello di prezzo e/o di volatilità.
Di solito le rotture di livelli di resistenza si indicano con il termine “breakup” e le rotture dei livelli di supporto con il termine “breakdown”. Più in generale si usa il termine “breakout” per indicare sia le une che le altre.
Generalmente, sui breakout, vale la regola che i prezzi probabilmente continueranno a muoversi nella stessa direzione in cui avviene il breakout. Questo movimento, quindi, viene visto come segnale di buy o di sell.

Sui breakout è importante esaminare i volumi delle contrattazioni.
Forti volumi indicano un breakout “sano” mentre, al contrario, bassi volumi dovrebbero indicare un movimento debole di cui non fidarsi troppo.
Una volta che il breakout si è realizzato, accade frequentemente che i prezzi subiscano una correzione, ritornando verso il livello di break ed offrendo la possibilità di entrare nel trade con un livello di rischio più limitato.
L’esempio qui sotto evidenzia un break del range con aumento di volumi.
break e volumi

Come riconoscere un breakout “buono” da uno “dubbio”?

Ogni volta che ci accingiamo ad eseguire una operazione, l’unica cosa di cui possiamo essere certi è il rischio che vogliamo correre. Quindi è essenziale stabilire QUANTO siamo disposti a perdere su quella operazione. Nessuno potrà mai avere la certezza di come si muoverà il titolo, in quale direzione, con quale intensità o di quanto. L’unica cosa che bisogna assolutamente fissare è il nostro livello di rischio.
Fissato il rischio, quindi, per cercare di aumentare le chance di riuscita occorre, come detto prima, stabilire un livello di prezzo a noi favorevole (rispetto al rischio che vogliamo assumere).

Nel caso di un breakout con forti volumi dovremmo attendere un rintracciamento oppure potremmo entrare sul close della seduta di breakout? Come si fa a scegliere l’una o l’altra soluzione? La domanda trova una risposta sempre nel “livello di rischio”.
Facciamo un esempio:
nell’immagine a sinistra, qui sotto, si realizza un breakout di una trendline discendente. Il breakout è realizzato anche con un gap rialzista. Tali movimenti sono violenti, forti, e difficilmente offriranno un pull-back per entrare nel trade minimizzando il rischio. Un ingresso sul close del breakout, cioè, comporterebbe un rischio elevato (che è possibile calcolare anche semplicemente come distanza tra il close ed il livello che è stato “breakkato”. A vantaggio abbiamo che, proprio per il fatto che il movimento è “forte”, dovremmo subito aspettarci continuazione nel verso del break (come è avvenuto nell’esempio, con le sedute successive che hanno proseguito il rialzo).

Nella immagine a destra vediamo un breakout “più tranquillo”. La resistenza era indicata da due precedenti top. La giornata di break oltrepassa i top e chiude poco sopra di essi. Il “rischio” di un ingresso sul close del break è piuttosto limitato proprio per il fatto che i prezzi sono solo leggermente superiori alla resistenza (che adesso è diventata un supporto e sotto la quale, probabilmente, imposteremo uno stop loss). Un breakout del genere si presta più facilmente ad un pullback nelle sedute successive.
breakout
Fonte: Arezzotrade

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