Analisi FtseMib Volumi ed Open Interest

Scritto il alle 9:01 da Bruno Nappini

Dopo una piccola parentesi riprendiamo ad analizzare i movimenti del nostro indice e capire come si sono sviluppati i prezzi.
La decisione di portare il tetto del deficit a 2,4% non è stata presa bene dai mercati. Vediamo quindi come si sono mossi gli operatori professionale e dove hanno spostato i loro interessi.
Mi limiterò ad analizzare la sola scadenza ottobre visto che è quella a più alto rischio gamma.
Su ottobre la settimana era iniziata con quotazione future che ha toccato un max di 21620 e chi lavora professionalmente con le opzioni sapeva perfettamente che a quel livello di prezzo oltre il 50% di call a mercato era diventata ITM ed era necessario proteggerle con ingressi di future a copertura.
La funzione di ripartizione, che ci indica il punto di equilibrio di maggior guadagno del portafoglio degli opzionisti, era ed è tuttora centrata a 20500.
A questo livello insistono call e put in pari quantità. Al ribasso sono invece ben visibili due livelli importanti di supporto, costituiti da numerose put, il primo a 20000 ed il secondo a 19000.
Sul lato rialzista invece la prima resistenza è rappresentata dalle call a strike 22000.
Il put call ratio e di 1,23. Sotto le immagini.

Vediamo ora come si sono mossi gli operatori nel corso della settimana appena trascorsa.
Gli open interest del future sono rimasti mediamente invariati e circoscritti nel range tra 78000 e 83000: aumentavano quando il prezzo saliva oltre il 40% della ripartizione per proteggere le call in difficoltà, e diminuivano una volta che i requisiti di prezzo erano soddisfatti.
Da segnalare subito che, a fronte del forte ribasso e dell’arrivo in area 20700, insieme ad alti volumi di contrattazione sono rimasti a mercato ben 95.812 future, ovvero oltre i 13.000 in più del giorno precedente al crollo.
Mettiamo da parte i future e concentriamoci ora sulla movimentazione degli open interest.
Da 24 al 27 settembre gli operatori si sono concentrati essenzialmente a smantellare l’enorme quantitativo di put a strike 18500 cercando di eliminare il rischio sul lato ribassista della loro strategia.
Il giorno 28, mentre i prezzi toccavano i minimi in area 20500 dopo aver perso quasi mille punti, il mercato delle opzioni, favorito dall’innalzamento della volatilità implicita dei prezzi delle OTM, ha effettuato nuovi ingressi sul lato put a strike 19000 e 18500 e sul lato call a strike 22000 lasciando quindi un discreto margine di manovra ai prezzi di oscillare da una parte all’altra.
Nella prima immagine la movimentazione dal 21 al 27 settembre, giorno prima dell’annuncio del Def al 2,4 e la seconda immagine la movimentazione ricavata il giorno 28 settembre quando l’indice ha chiuso a -3,72%.
E’ abbastanza eloquente come gli operatori si aspettassero una movimentazione importante il giorno successivo all’annuncio del Def, ed infatti non sono rimasti di certo a guardare.

Dalla chart volume qua sotto è ben chiara la movimentazione dei prezzi/volumi.
I primi quattro giorni di borsa, fino al 27 settembre, i prezzi sono rimasti all’interno di uno stretto range, nel frattempo gli operatori alleggerivano le pesanti esposizioni ribassiste ed una volta uscita la news è stato facile veder scendere le quotazioni fino ad area 20500.
La distribuzione dei prezzi è bimodale con un primo livello a 20900 che ha tentato un fugace supporto ed un secondo ed importante livello confermato da un’ampia area di volumi validati da un consistente aumento di open interest con il proprio TPO a 20600.
Tra le due aree di prezzo insiste un relativo vuoto volumetrico di circa 300.
E’ probabile quindi che il mercato, una volta assorbita la notizia, tenti di chiudere il vuoto volumetrico tra 20600 e 20900 cercando nel frattempo un nuovo punto di controllo.

Durante la settimana ed in tempo reale vengono analizzate le posizioni degli open interest e le eventuali strategie da seguire, basta collegarsi al seguente canale Skype: ​https://join.skype.com/kbHAv9eZ3Uvn
https://swindletrading.weebly.com/analisi-operativa/29-settembre

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