Analisi FtseMib – Mibo

Scritto il alle 9:50 da Bruno Nappini

Settimana difficile ma ricca di spunti operativi, situazione politica complicata ed operatori che si sono mossi in maniera piuttosto netta portando i prezzi sui minimi relativi di periodo.
Vediamo comunque con i numeri di cercare di comprendere come si sono è mosso il denaro.
Innanzitutto gli open interest sul future sono rimasti sostanzialmente invariati per tutta la settimana chiudendo con un totale di 93197 contratti.

Nel mercato delle opzioni si sono ben visibili movimentazioni important sugli strke più sensibilii al vega. Partiamo dalla giornata di ieri che ha visto un importante aumento di contratti Put dietro al prezzo su tutte e tre le scadenze. Da notare il grande numero di Put a strike 20250 che a fronte di 3807 volumi di scambio ha portato il totale da 3792 a 6650 su ottobre e 20000 su novembre ed il massiccio ingresso nella scadenza dicembre. Le call non sono quasi state mosse.

Analizzando invece la movimentazione della settimana appena passata si vede subito come su novembre siano state chiuse oltre 7mila Put a strike 19500 e parzialmente riaperte a 20000. Per il resto variazioni nella norma sul lato Put con aumenti di contratti e quasi nulla la movimentazione sulla Call. Per inciso in un mercato che sconta un ribasso dovremmo assistere ad un aumento di open interest di Call sopra il prezzo ed una diminuzione di Put negli strike inferiori, come si vede non è questo il caso, nonostante che i prezzi di Indice e Future sono scesi per tutta la settimana.

Il totale delle posizioni a mercato, a dispetto dei ribassi dell’indice, è fortemente sbilanciato in una posizione rialzista perlomeno nelle prime due scadenze dove il rapporto Put e Call è ben suberiore ad 1.
Anche la funzione di ripartizione ci riporta una situazione particolarmente neutrale per gli operatori, essendo i prezzi all’interno del 30% dell’area di tolleranza. Se i prezzi chiudessero a scadenza qui, oltre il 70% delle posizioni a mercato scadrebbe senza valore, una pacchia per gli opzionisti

Passando ad analizzare le volatilità non possiamo non rimarcare il fatto che la volatilità storica è in aumento rispetto alla volatilità implicita che ha fatto segnare una leggera flessione.
Utilizzando la volatilità implicita, il prezzo di esercizio ed un tempo pari a sette giorni ed inserendo il tutto su un simulatore Montecarlo escono fuori i seguenti numeri: con prezzo di esercizio 20345 ad una volatilità del 22,5% i prezzi hanno il 68% di probabilità di rimanere tra 19591 e 21099, di contro hanno il 15,47% di probabilità di rompere al ribasso ed il 16,49% di rompere al rialzo.
Operativamente tutta questa mole di dati dovrebbe consigliare l’operatore a mantenere un delta leggermente positivo ed esporre maggiormente la propria operatività al vega.ma senza esporsi esageratamente al theta.
Per approfondenti:
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